ALINA OKUNEVA, L’ARTE CHE DIVENTA ANIMA

ALINA OKUNEVA, L’ARTE CHE DIVENTA ANIMA

di Ilaria Solazzo editorialista – Foto Redazione

Alina Okuneva, un’anima cosmopolita tra arte, benessere e creatività

Dalle radici russo-israeliane fino alla piena espressione artistica e professionale in Italia, il percorso di Alina Okuneva si distingue per versatilità, sensibilità e una costante ricerca dell’armonia tra estetica e interiorità. Residente oggi a Carrara, Okuneva porta con sé un bagaglio umano e culturale maturato in anni di esperienze internazionali e in oltre quindici anni trascorsi in Umbria, regione che ha profondamente segnato il suo sviluppo personale e artistico.

Le “sfumature dell’anima”, come lei stessa ama definirle, si riflettono in una carriera eclettica che attraversa diversi ambiti professionali. Web designer, curatrice d’arte e massaggiatrice olistica, Okuneva ha saputo integrare competenze tecniche e sensibilità creative, costruendo un percorso coerente fondato sull’attenzione alla persona e all’espressione artistica.

Tra le esperienze più significative del suo cammino spicca la partecipazione al Festival dei Due Mondi di Spoleto, prestigiosa manifestazione internazionale che rappresenta da sempre un crocevia di linguaggi artistici e culturali. Un contesto che ben si inserisce nella visione multidisciplinare di Okuneva, capace di muoversi con naturalezza tra arte visiva, parola e benessere.

Insieme alla sorella Olga Okuneva, ha inoltre fondato l’associazione “Internazionale dell’Arte”, un progetto che negli anni ha dato vita a mostre, reading poetici e iniziative culturali di respiro internazionale. Tra le idee più originali, la realizzazione di un calendario natalizio che unisce creatività e progettualità artistica, confermando l’approccio innovativo delle due fondatrici.

Viaggiatrice instancabile, Alina Okuneva ha attraversato numerosi paesi, arricchendo il proprio sguardo e consolidando una rete di relazioni nel mondo dell’arte e della cultura. Il suo nome, infatti, è già noto agli addetti ai lavori, che ne riconoscono la capacità di coniugare professionalità e visione.

Oggi, da Carrara, continua a sviluppare nuovi progetti, mantenendo viva quella tensione creativa che rappresenta il filo conduttore della sua vita. Un percorso in cui arte, esperienza e ricerca interiore si fondono, dando forma a una figura professionale unica nel panorama contemporaneo.

“L’arte come ponte tra le anime”: intervista ad Alina Okuneva

Un percorso umano e artistico che attraversa confini geografici e interiori. In questa intervista, Alina Okuneva si racconta con autenticità, tra valori profondi, amore per l’arte e legami che hanno segnato il suo cammino.

Buon giorno Alina, la tua storia è un intreccio di culture, esperienze e sensibilità. Qual è il filo conduttore che lega tutto questo?
Credo che il filo sia l’anima. Tutto ciò che ho fatto, dalle esperienze lavorative ai viaggi, è stato guidato da una ricerca interiore. L’arte, in tutte le sue forme, è il linguaggio che mi permette di esprimere questa dimensione e di entrare in connessione con gli altri.

Chi ti conosce parla spesso della tua grande generosità. Quanto conta questo aspetto nella tua vita e nel tuo lavoro?
È fondamentale. Per me condividere è naturale. Che si tratti di un progetto artistico, di un momento di ascolto o di un trattamento olistico, cerco sempre di dare il meglio di me. La generosità è un valore che crea legami autentici e rende ogni esperienza più significativa.

Il tuo amore per l’arte è a 360 gradi. Come riesci a conciliare le diverse espressioni creative che coltivi?
Non le vedo come separate. Il design, la curatela, la poesia, il benessere… sono tutte forme di espressione della stessa energia. L’arte è ovunque, basta saperla riconoscere. Io cerco semplicemente di seguirla e di darle forma.

Hai vissuto per molti anni in Umbria. Che rapporto hai con questa terra?
L’Umbria è casa. È difficile spiegare a parole quello che ho provato vivendo lì per quindici anni. È una terra che accoglie, che ispira, che ti entra dentro. Mi ha dato tantissimo, sia a livello umano che artistico. Ancora oggi porto con me quell’energia e quel senso di appartenenza.

Nel tuo percorso hai incontrato molte persone nel mondo artistico e culturale. Ci sono amicizie che consideri particolarmente importanti?
Sì, assolutamente. Ho avuto la fortuna di conoscere persone straordinarie. Tra queste, Luca Filipponi, Simone Fagioli e Paola Biadetti. Sono persone che stimo profondamente, non solo per il loro valore professionale, ma soprattutto per quello umano. Con loro condivido visioni, ideali e una sincera passione per l’arte.

Quanto sono importanti i valori nel tuo lavoro?
Sono tutto. Senza valori non c’è autenticità. Io credo molto nel rispetto, nella bellezza, nella verità. Cerco di portare questi principi in ogni progetto e in ogni relazione. L’arte, se è vera, deve avere un’etica.

Guardando al tuo percorso, c’è qualcosa che senti di voler ancora realizzare?
Ci sono sempre nuovi sogni. Vorrei continuare a creare spazi di incontro, dove le persone possano esprimersi liberamente e sentirsi accolte. L’arte può davvero cambiare le persone, e quindi il mondo.

Se dovessi descriverti in una parola?
Connessione.

Cosa rappresenta per te oggi l’arte?
È vita. È respiro. È il modo più autentico che conosco per amare e per donare.

Alina, il tuo percorso è segnato da incontri e collaborazioni importanti. Quanto contano le relazioni umane nella tua crescita artistica?
Contano tantissimo. Ogni incontro lascia un segno, apre una prospettiva nuova. Le relazioni autentiche sono una fonte inesauribile di ispirazione. Mi hanno aiutata a crescere, a mettermi in discussione e a trovare nuove forme di espressione.

Nei tuoi progetti emerge sempre una forte componente emotiva. Quanto è importante per te l’empatia?
È centrale. Senza empatia non esiste vera comunicazione. Che si tratti di arte o di benessere, cerco sempre di entrare in sintonia con le persone, di ascoltare profondamente. È da lì che nasce qualcosa di vero e duraturo.

Hai viaggiato molto e conosciuto culture diverse. In che modo queste esperienze hanno influenzato la tua visione artistica?
I viaggi mi hanno insegnato l’apertura. Ogni cultura ha una sua bellezza, una sua verità. Questo mi ha reso più libera, meno legata a schemi. La mia arte è un mosaico di tutto ciò che ho vissuto, visto e sentito nel mondo.

Grazie Alina per aver condiviso con noi il tuo mondo così ricco di umanità e bellezza.
Grazie a voi, è stato un piacere. Portare l’arte e l’anima nelle parole è sempre un dono.

A presto, con nuovi progetti e nuove emozioni da raccontare.
A presto, con il cuore aperto.

Un’intervista – questa – che restituisce il ritratto di una donna intensa e autentica, capace di trasformare ogni esperienza in un atto creativo e ogni incontro in un’occasione di crescita condivisa.

E così, tra strade percorse e orizzonti ancora da scoprire, Alina Okuneva continua a intrecciare arte e vita in un unico respiro. Come un filo invisibile che unisce mondi e persone, il suo cammino si nutre di incontri, emozioni e silenzi carichi di significato. In ogni gesto, in ogni creazione, vive quella luce discreta che appartiene a chi sa donare senza chiedere, a chi trasforma la bellezza in condivisione. E mentre il tempo scorre, resta la traccia delicata di un’anima in ascolto, capace di rendere ogni istante un’opera d’arte.

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